Il Cammino Retico è un trekking lento e consapevole tra le Alpi orientali, un itinerario che unisce storia, natura e cultura attraverso luoghi legati agli antichi Reti. Si tratta di un percorso circolare che si snoda tra il Feltrino e il Bellunese, in Veneto e Trentino, attraversando valli, altipiani e borghi montani, con l’intento di valorizzare un territorio poco frequentato dal turismo di massa, mettendo in dialogo natura, storia e identità locale. Lungo il tracciato si ripercorrono idealmente le antiche vie percorse dai Reti, popolazione pre-romana che abitò queste montagne, lasciando tracce visibili ancora oggi.
Percorso, durata e difficoltà del Cammino Retico

Il Cammino Retico copre una lunghezza di circa 191 chilometri, suddivisi in dieci tappe che richiedono mediamente sette giorni per essere completate. Il tracciato combina sentieri di montagna, strade sterrate e alcuni tratti asfaltati minori. L’altitudine media delle tappe comporta dislivelli moderati, consentendo una camminata impegnativa ma adatta a escursionisti ben allenati. Le giornate di percorrenza variano a seconda del dislivello e dei punti di interesse visitati, rendendo il viaggio personalizzabile in base ai ritmi individuali. Pur richiedendo una certa preparazione, il percorso è accessibile senza attrezzature tecniche particolari.
Dal villaggio di Aune, nel comune di Sovramonte in Veneto, il cammino prende avvio e dopo aver attraversato borghi come Feltre e località alpine in Trentino ritorna al punto di partenza. Gli escursionisti si imbattono in paesaggi variegati: altipiani ampi, valli strette e boschi alpini, passando accanto a laghi alpini e ascese a quote visibili non elevate ma suggestive. La ricchezza del percorso risiede anche nella possibilità di fermarsi in piccoli centri dove è possibile riposare e conoscere il contesto naturalistico e culturale circostante.
Il tracciato non presenta difficoltà estreme, ma richiede attenzione alla preparazione fisica e all’abbigliamento adeguato. Le escursioni si svolgono principalmente nei mesi estivi, quando le condizioni climatiche sono più stabili e le giornate lunghe permettono di coprire comodamente le distanze previste.
Origini e tracce degli antichi Reti
Il nome stesso del Cammino Retico richiama la memoria dell’antica popolazione dei Reti, stanziata nel Trentino, nell’Alto Adige e nelle Dolomiti, fino al campo bellunese e vicentino. Secondo fonti antiche come Tito Livio e Plinio il Vecchio, i Reti erano ritenuti discendenti degli Etruschi stanziatisi in montagna dopo le invasioni celtiche, ma studi moderni suggeriscono che la lingua retica appartiene alla famiglia tirrenica e sia coeva o precedente all’etrusco. Lo spazio geografico di questa cultura si estende in Italia settentrionale, Austria e Svizzera orientale, con testimonianze archeologiche legate alla facies di Fritzens‑Sanzeno.
Tra i ritrovamenti più significativi vi sono iscrizioni e oggetti rinvenuti nelle valli del Trentino e in altre zone alpine, che documentano una cultura fiorente tra la fine dell’età del Bronzo e l’età del ferro. Il cammino attraversa alcune aree storiche legate a questa cultura e permette di conoscere la presenza antica di comunità alpine con proprie arti, rituali e strutture insediative.
Il rapporto tra i Reti, i Veneti antichi e le popolazioni celtiche rende complesso il quadro storico, ma il Cammino Retico consente di percepire attraverso il paesaggio l’eredità di queste interazioni. Camminando su sentieri antichi, si attraversano vallate e altopiani che furono teatro di scambi, migrazioni e insediamenti, e si può immaginare la vita quotidiana di quella gente montanara, vicina alle Alpi, isolata dal resto dell’Italia, capace di adattarsi a un territorio impervio.
Attrattive del percorso: paesaggi, borghi e luoghi storici

Lungo il Cammino Retico si incontrano borghi medievali come Feltre, noto per le sue mura e i palazzi affrescati, che offrono un contesto storico-culturale fuori dal percorso strettamente naturale. Feltre rappresenta un punto centrale per chi vuole approfondire la storia medievale e rinascimentale del Feltrino. Altri piccoli centri lungo il percorso offrono scorci di vita alpina autentica, con architetture tradizionali e memorie locali ancora vive.
La parte montana del cammino propone laghi alpini incorniciati da pareti dolomitiche, altipiani verdeggianti e tratti immersi in boschi. Le escursioni danno modo di ammirare panorami tipici delle Dolomiti Bellunesi e dell’area retica, con cambiamenti di vegetazione e variazioni di quota che segnano l’avvicinarsi ai massicci dolomitici. Il paesaggio varia tra le foreste resinose, prati alpini e pareti rocciose, offrendo un’esperienza visiva ampia e diversificata.
Tra gli elementi storici del cammino c’è un santuario di origine medievale dedicato a San Vittore, risalente al XII secolo, che rappresenta una tappa culturale rilevante nel Feltrino. Altri luoghi di interesse includono piccoli siti religiosi, pievi e statue religiose lungo il percorso, che testimoniano la devozione popolare nei secoli e la relazione stretta tra uomo e territorio alpino.
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Turismo lento e opportunità future

Il progetto del Cammino Retico è stato avviato nel maggio del 2024 ed è già riconosciuto a livello internazionale come destinazione per il turismo lento, inserito tra le mete da visitare nel 2025 da BBC Travel. Questa visibilità porta vantaggi ma anche sfide, in particolare per le amministrazioni locali che devono gestire l’aumento di visitatori nel rispetto del territorio. Perché il cammino rappresenta un modello di escursionismo sostenibile, pensato per valorizzare il patrimonio culturale e naturale senza stravolgere il paesaggio.
Le comunità coinvolte stanno lavorando per organizzare la logistica, i pernottamenti e i servizi di supporto, mantenendo la dimensione intima del viaggio e limitando gli impatti negativi. Il turismo lento qui può diventare una risorsa se gestito con attenzione, offrendo valore economico ai borghi e garantendo rispetto dell’ambiente alpino. Per maggiori informazioni www.camminoretico.it





